Articoli Sul Gruppo

Di seguito potrai trovare degli articoli pubblicati sul giornale  "L'Arena di Verona" sui Presepi di San Bortolo.

Articoli Presepe di Natale
NATALE 2010

A San Bortolo,

i visitatori entrano nel cuore del presepe.

SELVA DI PROGNO. Una suggestiva Natività interattiva allestita da un gruppo parrocchiale nella chiesa della frazione.Grazie a un ponte le persone possono camminare, immerse nel paesaggio della Lessinia fino alla capanna e al bambinello.​

Un presepe interattivo, dove non basta guardare e meditare, ma che si possa anche camminarvi dentro e toccare Gesù Bambino. Questa è stata l'idea attorno alla quale un gruppo parrocchiale di San Bortolo ha realizzato il presepio nella chiesa del paese. Sono una ventina di persone, dai 16 anni in su, coordinate da Giuseppe Anselmi, che è anche presidente della Pro loco, che a inizio autunno prima si confrontano e poi realizzano insieme, ormai da otto anni, una Natività che è anche occasione di meditazione e dialogo.
L'idea di quest'anno è stata un ponte che accoglie le persone all'ingresso della chiesa e quasi le costringe a percorrerlo, salendo fino al culmine dove incontra la capanna con la scena della Natività e il Bambin Gesù che può essere toccato, prima di ridiscendere verso l'interno della navata. «Il ponte è la strada che ognuno deve percorrere per trovare l'essenza vera del Natale, il passaggio necessario dalla vita superficiale alla vera vita di Cristo. Non più semplici spettatori, ma protagonisti e la vera essenza del presepe è la nostra presenza al suo interno», spiegano i costruttori.
Da inizio dicembre, ogni fine settimana, e prima di Natale anche intere serate, sono stati dedicati alla realizzazione del presepio, «affrontando disagi non da poco perché i sassi e con cui è stata realizzata la capanna abbiamo dovuto trovarli sotto la neve che era caduta copiosa. Partiamo sempre da un'idea minuscola e poi ci lasciamo prendere dall'entusiasmo e si arriva a qualcosa di grandioso», spiega Anselmi.
Si sono impegnate varie competenze di idraulico, elettricista, falegname, fabbro: ognuno ha portato quello che sa fare meglio. I sacerdoti dell'Unità pastorale, don Gianluca, don Giorgio e don Sergio hanno messo a disposizione la canonica, chiusa da anni, perché il gruppo potesse avere un punto di incontro e di programmazione, e Gianni Dalla Valle, che conservava gelosamente diverse casette in pietra costruite per i presepi degli anni precedenti, le ha offerte al gruppo per essere inserite nel nuovo presepio.
È stato riprodotto l'ambiente della Lessinia, le case con i tetti in pietra e la capanna con la copertura in scandole di legno: effetti speciali come il giorno e la notte, la nebbia e il temporale arricchiscono l'ambientazione, ma sono soprattutto il messaggio di pace e l'invito ad attraversare e toccare con mano il mistero della Natività che affascina i visitatori e riempie di soddisfazione i costruttori per aver colto nel segno con la loro proposta.


V. Z.

NATALE 2011
San Bortolo si ritrova attorno al suo Presepe

SELVA DI PROGNO. La bellissima Natività visitabile fino al 15 febbraio
Nato dai giovani, è frutto del lavoro della comunità.

 

Presepe bello e che fa riflettere: ha tutte le caratteristiche per essere la vera rappresentazione della Natività il presepe che i giovani, e non solo, di San Bortolo, coordinati da Giuseppe Anselmi, hanno realizzato nella chiesa parrocchiale. Il tema scelto è stato «Noi siamo cielo…» e attorno a questa breve frase, messa a cornice all'ingresso del presepio, si sono sviluppate idee e considerazioni. Ogni visitatore entrando ha a disposizione un cartoncino colorato a forma di stella sul quale scrivere il proprio nome e depositarlo in una cassetta. A cura degli organizzatori ogni giorno le stelle saranno collocate sul telo scuro che funge da cielo e con speciali illuminazioni, a ogni ciclo di giorno/notte che anima il presepe, comparirà la stella illuminata con il proprio nome nel firmamento sopra la capanna.
«L'idea ci è venuta per dare il messaggio che in questo momento di grave difficoltà, non solo economica ma anche di scadimento di valori etici, puntare gli occhi al cielo e vedere una stella con il proprio nome significa alzare lo sguardo e affrontare la vita secondo gli insegnamenti del Vangelo», spiega Anselmi. La costruzione del presepe è l'altra importante iniziativa, perché il gruppo non si accontenta di accostare pezzi diversi tirati fuori a scadenza, ma realizza ogni anno pezzi originali cercando di rispettare l'ambientazione lessinica. Così nel percorso obbligato del presepio si comincia dall'ambiente agricolo, che è la quotidianità vissuta a San Bortolo. Per la sua realizzazione, che va avanti da due mesi, si è mosso l'intero paese: non ci sono solo la trentina di costruttori, ma anche le cuoche che assicurano le cene anche a mezzanotte quando alla fine del lavoro si fa comunità; poi ci sono i tanti che fanno accoglienza ai visitatori perché il presepe resterà visitabile tutti i giorni da Natale al 15 febbraio: a quello dello scorso anno lasciarono la loro firma tremila visitatori. Quest'anno si è pensato a una grande parete bianca, all'uscita, dove su poster ognuno potrà lasciare a ricordo una frase o un disegno.
Per gli appassionati di ambientazioni natalizie, poi, le mamme del paese hanno voluto aggiunge anche altri gioiellini: cinque piccoli presepi, in corrispondenza dei cinque altari laterali della chiesa.
«Dieci anni fa qui non si poteva far nulla se non sognare di andarsene quanto prima», ricorda Anselmi, «oggi abbiamo imparato a lavorare insieme, a fare comunità».
V. Z.

NATALE 2012
«Siamo venuti» ad adorarti​, i ragazzi della Lessinia ripensano il presepio.

SELVA DI PROGNO. San Bortolo, il cammino dal buio verso la fede espresso dai simboli del Natale scelti da 20 adolescenti. Si potrà visitare fino a febbraio. Le offerte vanno alla Parrocchia.​

“Siamo Venuti ad adorarti” è il tema su chi hanno lavorato negli ultimi tre mesi gli adolescenti e i giovani dell’Unità pastorale della Lessinia Orientale, aggregati attorno al gruppo per il presepio di San Bortolo, una ventina di ragazzi e ragazze coordinati da Giuseppe Anselmi. Come da anni stanno facendo, attorno alla frase scelta fanno un percorso di catechesi e poi di impegno manuale per realizzare nella materia le riflessioni di fede e ci riescono sempre con delle novità che attirano migliaia di visitatori.“Abbiamo meditato sulla chiamata dei pastori e sul loro cammino verso le grotta della Natività. È un percorso oscuro, che parte dalla fiducia di trovare qualcosa di straordinario, ma che ancora non si vede”, spiega Anselmi ed ecco allora, accanto all’ingresso della chiesa parrocchiale, la porta che immette in un lungo corridoio buio con pochi personaggi del presepe, solo pastori, illuminati dalla luce riflessa della cometa. Il tema della fede e della speranza nella luce una volta fuori dal tunnel ha concentrato in questi mesi le riflessioni dei ragazzi, che tutte le sere, dallo scorso settembre, si sono trovati per progettare e realizzare il presepio. Zaino e scarponi sono i simboli del loro mettersi in cammino in un ingresso buio che si apre dopo un percorso di una decina di metri nella luce della scena della Natività.L’ambientazione è quella tipica Lessinica, con le case e le stelle di pietra, costruite una per una dai giovani utilizzando i materiali del posto e la grotta è realizzata con le radici di un antico castagno. Ci sono tutti i tradizionali elementi di un presepio, assieme a tanto spirito di osservazione e di innovazione che i giovani che già lavorano come muratori, carpentieri, idraulici ed elettricisti sanno mettere a frutto. Un piccolo messaggio da prendere nel cestino accanto alla grotta accompagnerà i visitatori. Inoltre ogni altare laterale della chiesa è stato addobbato dalle mamme del paese con piccoli presepi, mentre la sorpresa di una Natività in grandezza naturale, con la Madonna che culla Gesù Bambino, sarà allestita per la notte di Natale. Dopo la messa di mezzanotte aprirà anche il grande presepe, che sarà visibile tutti i giorni fino al 15 febbraio, dalle 9 alle 23.Accanto al lavoro sul presepe, i ragazzi stanno lavorando sodo per la ristrutturazione della canonica destinata ad ospitare gruppi nei laboratori che hanno ricavato, dove per l’intero anno sono impegnati nella costruzione di candele, cottura di biscotti e confezionamento di marmellate. Viene messo tutto in vendita con etichette e biglietti di accompagnamento che spiegano come il ricavato sia destinato al sostentamento delle opere parrocchiali.

 

V.Z.

NATALE 2013
​La Betlemme lessinica nella Natività dei giovani.

 

Sono quaranta i ragazzi che hanno realizzato la Sacra Famiglia visitabile fino a metà febbraio.

 

È sempre più monumentale il presepe che gli adolescenti e i giovani dell'Unità pastorale della Lessinia orientale, hanno realizzato nella chiesa parrocchiale di San Bortolo delle Montagne: due grandi pini e un arco di roccia che li unisce accolgono i fedeli all'interno del tempio invitati a passare sotto la scritta: «La nostra meta è Gesù».Sono una quarantina i giovani che da qualche mese si dedicano, dopo il lavoro o lo studio alla preparazione del presepio che non è solo la realizzazione della scena della natività, «ma coinvolge prima in una riflessione sul Natale che è accoglienza e meditazione su questa realtà», precisa Giuseppe Anselmi che da anni coordina il gruppo, guidato spiritualmente da don Gianluca Bacco.Crescono di anno in anno i giovani volontari che arrivano dai paesi dell'Unità pastorale della Lessinia orientale (San Bortolo, Campofontana, Bolca, Vestenanova) e grazie a loro quest'anno si è potuto anche avviare un mercatino di Natale.Nel presepe hanno messo le loro competenze di fabbri, artigiani, elettricisti, idraulici, falegnami, e non sono state da meno le ragazze con i lavori di cucito e di decorazione.Il risultato è un'impresa che fa pensare come dalla collaborazione si riescano a realizzare cose grandi anche nel senso letterale del termine.«I due pini che sono in realtà la cima di due alberi alti il doppio, misurano una decina di metri in altezza e sono stati tagliati, con maestria, senza essere rovinati, perfino con le pigne al loro posto e i rami integri», spiega Giuseppe. La scenografia delle rocce arriva dalla ditta specializzata in arte sacra Pontalto di Roncà che l'ha smontata da un altro cantiere e ceduta quasi gratuitamente. L'entusiasmo ci ha spinti a realizzare un'opera di queste dimensioni», confessa Giuseppe, spiegando anche i simboli che accompagnano il presepe di San Bortolo.«Dopo la vista della capanna con la scena della Natività», prosegue, «i fedeli sono invitati a salire su una scalinata che li accompagna sul ponte, al centro della navata da dove non si vede più nessun particolare del presepio, ma la vista è attirata dal tabernacolo, «che diventa la Betlemme di oggi», secondo l'espressione che ci ha inculcato don Gianluca».Dalla sommità del ponte di roccia nasce l'acqua che scende copiosa verso il paese ricostruito in basso, ai piedi del presepio.«È la fede che nasce dal Natale e ricade sulla comunità», aggiunge Giuseppe.Il paese con le case in sasso è un'altra delle meraviglie di questo presepe.Sono costruite in anni di lavoro da Gianni, vero «artista della pietra», che raccoglie sassi adatti allo scopo e senza usare martello e scalpello, ma cercando le giuste combinazioni, riesce a creare meravigliosi muri di case, di stalle, di fienili, ma anche strade e fontane, dando vita alla Betlemme lessinica ricostruita nel sasso secondo le regole dell'architettura dell'altopiano.In chiesa si possono anche ammirare altri quattro piccoli presepi costruiti su ogni altare laterale dalle famiglie del paese, mentre vicino al presbiterio è collocata una Madonna in grandezza naturale che culla Gesù bambino, grazie a un movimento meccanico ideato dai ragazzi.Il presepe sarà visitabile da Natale in poi, tutti i giorni, dalle 9 alle 23, fino a metà febbraio.

 

V.Z.

NATALE 2014
San Bortolo, il Presepe regala anche la neve

Il tema della Natività è «Gesù viene con ogni tempo»

«Gesù viene con ogni tempo» è il tema del monumentale presepio nella chiesa parrocchiale di San Bortolo. È un titolo suggerito dal parroco dell'Unità pastorale della Lessinia orientale don Gianluca, e che la ventina di giovani del gruppo del presepio hanno preso alla lettera, con tuoni, lampi, pioggia e perfino neve che cade soffice non sul presepio, come di solito, ma proprio sulla testa e sui vestiti dei visitatori. «Per il decimo anniversario del nostro presepio abbiamo fatto le cose in grande», ammette Giuseppe Anselmi che da sempre coordina il gruppo, «e abbiamo acquistato una macchina speciale per creare la neve». L'effetto è identico a quello di una vera nevicata, anche se in realtà quella che cade è una schiuma impalpabile bianca che si scioglie appena tocca terra.
Non è l'unico effetto speciale: ci sono una decina di personaggi in movimento realizzati a mano da un artigiano, ognuno mosso da un motorino autonomo collegato alla rete elettrica e così la vita del villaggio si anima al rumore del boscaiolo intento a spaccar legna, a quello del fabbro che batte il ferro rovente sull'incudine, a quello delle massaie che mescolano la polenta nel paiolo o impastano sul tavolo, a quelli del maniscalco che ferra un cavallo e del pastore mentre tosa una pecora.
Nella capanna della Natività il gesto più amorevole è quello di Maria, che alza la coperta per mostrare Gesù Bambino, di Giuseppe che si inchina e invita i visitatori alla contemplazione, ma ci sono movimenti anche per l'asinello già bardato per il viaggio che riprenderà tra poco e il bue che mastica una manciata d'erba.
Ma al di là degli effetti speciali, nei quali questa edizione non si è risparmiata, ciò che caratterizza il presepio di San Bortolo è la cura dell'ambientazione, studiata ogni anno diversa e sempre molto legata alla tradizione. Grazie alle piccole case in pietra costruite da Gianni Della Valle e che ha trovato nei giovani del gruppo del presepio alcuni seguaci e imitatori, ogni anno la sacra rappresentazione si arricchisce di nuovi elementi: altre case, stalle, giassare, fontane e decorazioni in pietra, curate nei minimi particolari come sa cogliere solo chi vive in montagna e li vede ogni giorno.
L'obiettivo del presepe di San Bortolo è sempre quello di aiutare a riflettere e collaborare concretamente al sostegno di opere caritative. I fedeli che compiono il tragitto di visita ricevono nei pressi della capanna della Natività un cartoncino con una massima religiosa allegata a una caramella e trovano al termine un mercatino solidale. «Con il ricavato delle offerte», fa sapere Anselmi, «abbiamo comperato nuova attrezzatura, ma anche sostenuto economicamente le iniziative della parrocchia, di una casa famiglia a Brentino, dell'istituto Don Provolo, garantita l'adozione a distanza di una bambina boliviana tramite Save the children».
Il presepe è affiancato da altri quadri costruiti nelle diverse cappelle della chiesa e che raccontano momenti specifici legati all'Avvento e al Natale, mentre un grande murales di una maternità stilizzata invita a lasciarci appeso un biglietto con un proprio pensiero.
Il presepio resta allestito fino al 15 febbraio e si può visitare tutti i giorni festivi dalle 8 alle 22.

V.Z.

NATALE 2015

Albero della vita
un castagno
porta al presepe

L’albero della vita è stato il tema dell’Expo a Milano e un altro albero di vita è al centro dell’installazione natalizia del gruppo di una ventina di giovani che da undici anni organizza il presepio di San Bartolomeo delle Montagne nella chiesa della frazione.

C’è la classica ricostruzione del presepe con i personaggi e l’ambientazione, ma ciò che colpisce nella presentazione di quest’anno è il grande castagno secco portato in chiesa e fatto rivivere con un nuovo significato. Nella sua cavità c’è infatti la culla di Gesù Bambino e i rami saranno decorati con i fiori di carta sui quali i visitatori avranno scritto un loro pensiero, una preghiera, anche solo il proprio nome.

«Arriverà presto ad avere una chioma completamente fiorita e sarà compiuto il simbolo della rinascita spirituale e umana attraverso il Natale», spiega Giuseppe Anselmi, che coordina il gruppo di giovani attorno all’iniziativa del presepe che li vede partecipi ogni anno.

Il tronco di castagno secolare era stato individuato durante un’escursione in un bosco di proprietà delle colonie alpine di San Zeno di Montagna dell’Istituto Don Provolo ed è stato ricevuto in dono dopo aver presentato l’idea di come lo si sarebbe voluto utilizzare in questo presepe. Negli ultimi due mesi i giovani di San Bortolo hanno lavorato tutte le sere per realizzare l’idea e proporre una nuova ambientazione anche per il presepe più classico. Installato sempre in fondo alla chiesa vicino alla porta d’ingresso, si sviluppa quest’anno su due piani: sopra c’è una caratteristica contrada della Lessinia, ricostruita con numerose case in pietra realizzate in miniatura con vere pietre e fedelissime alla realtà. Nel piano sottostante si accede al villaggio palestinese di Betlemme di duemila anni fa dove nacque Gesù. La scena della Natività va cercata fra i diversi quadri di vita proposti da preziose statuette, tutte con un proprio movimento autonomo legato al tipo di lavoro svolto: taglialegna, fabbro, calzolaio, maniscalco, cantiniere, massaie che impastano e cuociono o che attingono acqua alla fontana, pescatori con la lenza e intenti a rammendare le reti.

NELLA STALLA della Natività Maria, alza i panni con gesto amorevole per mostrare Gesù Bambino, mentre Giuseppe si inchina e invita i visitatori alla contemplazione: si muovono anche l’asinello destinato a trasportare la sacra famiglia lontano dalla persecuzione di Erode e un sonnacchioso bue che mastica una manciata di fieno.

Fuori dal percorso c’è l’occasione per lasciare un’offerta che il gruppo giovani del presepe, su suggerimento del parroco don Gianluca Bacco, ha deciso di destinare alla casa famiglia dei Servi dei poveri di Cristo di Brentino Belluno. In beneficenza e per sostenere le spese del gruppo, nonché per far sempre più bello il presepio, sono destinati anche i ricavi del mercatino solidale che viene allestito in fondo alla chiesa e che i ragazzi preparano durante l’estate con il confezionamento di ottime marmellate e confetture, biscotti, candele e presepi in legno, oltre a immagini sacre in gesso dipinte a mano dopo essere state realizzate grazie a un antico stampo trovato nella soffitta della canonica.

La visita al presepe e all’albero della vita è aperta tutti i giorni, dalle 9 alle 21, fino al 15 febbraio.

 

V.Z.

NATALE 2016
Tormenta di neve È il nuovo presepe

 

Sono undici anni che un gruppo di giovani di San Bortolo delle Montagne, a cui si è aggiunto anche qualche pensionato, realizza il grande presepe all’ingresso della chiesa parrocchiale della frazione di Selva di Progno. È un evento che coinvolge una ventina di volontari studenti e lavoratori che per tre sere alla settimana, negli ultimi due mesi, si sono trovati dalle 20 anche fino all’una di notte per lavorare a un progetto sempre nuovo. «Per noi è diventato un dovere, perché ce lo sollecitano in tanti ed è di vitale importanza per il nostro paese, anche se la stanchezza a volte si fa sentire tanto», commenta Giuseppe Anselmi che coordina il gruppo.

Quest’anno la linea scelta per la creazione della sacra rappresentazione è quella classica anche se il gruppo non ha voluto rinunciare alla caratteristica del cammino: un passaggio dentro il presepio in un percorso guidato che conduce alla grotta della Natività sopraelevandosi prima su un ponte in legno quasi a voler simboleggiare il mistero del legame fra terra e cielo.

Ogni anno il gruppo si impegna a trovare soluzioni nuove del presepio che da qualche tempo è animato, grazie a statuette, tutte con un proprio movimento autonomo legato al tipo di lavoro svolto: taglialegna, falciatore, fabbro, calzolaio, maniscalco, cantiniere, tosatore di pecore, bottaio, massaie che impastano e cuociono o che attingono acqua alla fontana, pescatori con la lenza e intenti a rammendare le reti. Nella stalla della Natività Maria mostra il Bambino nella culla e Giuseppe si inchina e si muovono anche bue e asinello. A chi fa il percorso e si sofferma a osservare i diversi quadri capita di finire in una tormenta di neve o nel mezzo di un temporale con piccole gocce di pioggia che bagnano la testa dei visitatori.

«C’è ogni anno qualche novità, qualcosa di unico e irripetibile: possiamo dire che è un presepio che non stanca, che crea attesa e sorpresa», suggerisce Anselmi. I quadri più ammirati sono certamente quelli delle case in pietra costruite da Gianni Dalla Valle con incredibile attenzione ai particolari dell’architettura della Lessinia: una decina di capolavori in miniatura.

Ma il miracolo vero è quello del gruppo che ogni anno si impegna prima in un percorso di riflessione sul Natale e poi realizza il presepe, coinvolge anche altri paesani che mettono a disposizione quanto può servire a creare l’ambientazione adatta.

«Ci fa piacere che ci sia questa vivacità attorno al presepe», sottolinea don Michele Valdegamberi, da ottobre inserito come parroco nell’Unità pastorale della Lessinia orientale, «anche perché tutto nasce dalla volontariato e da momenti di preghiera insieme. Ci auguriamo che continui e ci aiuti ad entrare sempre di più nel mistero del Natale».

Su lato opposto della navata c’è un mercatino solidale di prodotti e oggetti che il gruppo confeziona durante l’estate: ottime marmellate e confetture, biscotti, candele e presepi in legno, oltre a immagini sacre in gesso dipinte a mano. La visita al presepe è aperta tutti i giorni, dalle 9 alle 20, fino al 15 febbraio. Le offerte raccolte sono destinate alle opere parrocchiali, alla casa-famiglia dei Servi dei poveri di Cristo di Brentino; a Save the Children per adozioni a distanza; a padre Giovanni che opera in India e ha salvato dalla schiavitù oltre 400 bambini e all’Opera don Provolo.

V.Z.

NATALE 2017
Il Presepe narra le storie del paese e di gente cimbra

Hanno iniziato nel 2003 e da allora ogni anno, due mesi prima di Natale. Una ventina di giovani, ragazzi e ragazze di San Bortolo, studenti e lavoratori, per tre sere alla settimana si trovano dalle 20 anche fino all’una di notte per lavorare a un progetto sempre nuovo. È un presepe che faccia parlare di loro, del paese, ma sopratutto che lasci un messaggio ai tanti visitatori che dalla notte di Natale al 15 febbraio ogni giorno dalle 9 alle 20 trovano la chiesa aperta e possono visitare il monumentale presepio. «È un progetto impegnativo e ogni anno guadagniamo qualche metro di spazio togliendo una fila di banchi dalla chiesa», rivela Giuseppe Anselmi che coordina il gruppo dal suo inizio, «e le persone che vengono a vistare si aspettano di vedere un’opera d’arte, curata nei dettagli e nelle novità». Dai semplici presepi dei primi anni il gruppo si è fatto sempre più audace, sia nelle ambientazioni, sia nell’utilizzo degli effetti, impegnandosi a trovare soluzioni nuove, ad acquistare stature animate, tutte create e dipinte a mano, ciascuna con un proprio movimento autonomo: l’ultimo arrivato è un boscaiolo che fa davvero cadere un albero a colpi di accetta. Ma ci sono anche taglialegna, falciatore, fabbro, calzolaio, maniscalco, cantiniere, tosatore di pecore, bottaio, massaie che impastano e cuociono o che attingono acqua alla fontana, pescatori con la lenza e intenti a rammendare le reti. Nella grotta della Natività Maria mostra il Bambino nella culla e Giuseppe si inchina, come l’asinello, mentre il bue mastica una manciata di fieno che spunta dalla bocca. Lungo il percorso, oltre ai classici effetti del giorno e della notte, si può incontrare il temporale con tuoni, lampi e vere gocce di pioggia che cadono sulla testa dei visitatori e che con il freddo si trasformano in neve. In alto domina il gruppo del Carega, riprodotto con realistica fisionomia, mentre abbondante acqua scorga dal nevaio che si è formato sulle vette. Tra le novità di quest’anno anche un coro di angeli sospesi in aria che si muovono sul perimetro del presepio, mentre alle già numerose case cimbre, ricostruite con fedeltà maniacale da un artista di San Bortolo, si è aggiunta quest’anno una casa diroccata, anche questa riprodotta nelle sue linee più caratteristiche: muri sbrecciati e puntellati, travi crollate, tetto in lamiera arrugginita e sbrindellata. «Cieli e terra nuovi», è il tema a cui hanno lavorato quest'anno i giovani artisti di San Bortolo, pensando al rinnovamento venuto con la nascita del Redentore «ma anche al valore che diamo al nostro paese con questa realizzazione che lo ha fatto conoscere fin fuori provincia». Una parete rivestita di carta dà spazio ai visitatori e ai bambini in particolare di scrivere e lasciare i propri pensieri e i propri disegni che poi saranno appesi a un albero all’ingresso del percorso di visita, «perché resti un ricordo positivo, un’emozione che sarà sempre diversa dalla visione di una cosa statica. I bambini sono anche invitati a cercare nel percorso di visita una decina di animali che abbiamo sistemato qua e là: serve ad aiutarli a guardare con attenzione e a memorizzare quanto hanno visto», conclude Giuseppe. Una mano importante alla riflessione arriva anche da Angelo Frigotto, poeta e artista che vive a Campofontana: sui quattro altari laterali della chiesa ha ricreato il senso della venuta di Cristo in terra: «Prima di morire in croce ci ha insegnato a vivere, ad apprezzare la terra, e i suoi elementi come il fuoco, l’aria e l’acqua. Ecco dunque che le quattro Natività proposte sui quattro altari laterali, pur avendo Maria e Giuseppe in adorazione non hanno Gesù Bambino nella culla ma una zolla di terra, un braciere ardente un altro, nel terzo l’aria e nel quarto l’acqua». In ogni altare la simbologia viene spiegata con apposite didascalie e il percorso diventa un laboratorio di riflessione dove ognuno può esprimersi. Accanto al presepe c’è anche un mercatino di prodotti che il gruppo prepara durante l’anno: confetture, candele, statuine in gesso e legno. Il ricavato è destinato alle necessità della parrocchia e all’opera di assistenza volontaria che da anni il compaesano Riccardo Gaiga intrattiene con la popolazione della Guinea Bissau, dove è riuscito ad allestire anche un piccolo centro medico.

V.Z.

© Gruppo Presepe San Bortolo 2020